Codice deontologico

01. Definizione

Il presente Codice Deontologico è l'insieme dei principi e delle regole che il counselor filosofico, iscritto all' albo professionale della Società Italiana di Counseling Filosofico, deve osservare nell' esercizio della professione.
Il comportamento del counselor filosofico, anche al di fuori dell' esercizio della professione, deve essere consono al decoro e alla dignità della stessa.

02. Compiti del Counselor Filosofico

Il compito del counselor filosofico è quello di aiutare, supportare e orientare chi ne faccia specifica richiesta, attraverso strumenti prevalentemente filosofici, senza avere intenzioni terapeutiche.

03. Formazione e competenza

E' richiesto che il Counselor Filosofico, regolarmente iscritto all' Registro Nazionale come socio ordinario, possieda una specifica competenza nell' ambito della pratica filosofica sostenuta e mantenuta, attraverso:

  • seminari e corsi di aggiornamento;
  • esperienze di supervisione individuali ed in gruppo;
  • partecipazione alle giornate di studio della SICoF;
  • partecipazione a congressi nazionali o internazionali.

04. Limiti dell' attività

Il counselor si impegna a fornire la sua opera solo nei casi in cui ritenga il suo intervento utile e possibile, secondo i criteri propri del counseling filosofico. Negli altri casi dovrà rinunciare ad intervenire oppure avvalersi della collaborazione di consulenti psicoterapeuti, psicologi o psichiatri.

05. Segreto professionale

Il counselor filosofico deve serbare il segreto su tutto ciò che gli è confidato o che può conoscere in ragione della sua professione. La rivelazione del segreto è consentita:

  • se imposta dalla legge;
  • se richiesta o autorizzata dal cliente, o dai legali rappresentanti del minore o incapace.

La morte del cliente non esime il counselor dall' obbligo del segreto.

06. Documentazione

Il counselor filosofico deve tutelare e garantire la riservatezza della documentazione in suo possesso riguardante i clienti. Nelle pubblicazioni deve essere assicurata la non identificabilità dei clienti.

07. Rispetto del cliente

Il counselor filosofico ha il dovere di rispettare le opinioni ed i valori del cliente, anche se personalmente non li condivide. A sua volta egli è libero di non collaborare ad obiettivi che contrastino con le proprie convinzioni etiche, pur impegnandosi, ove possibile, a informare ed indirizzare l'utente verso chi possa adeguatamente aiutarlo. In nessun caso egli dovrà abusare della sua posizione professionale.

08. Libero Consenso

Ogni intervento è subordinato al libero consenso del cliente, preventivamente informato sulle caratteristiche, le modalità e i propositi del counseling filosofico.

09. Onorario

Il counselor è tenuto a far conoscere al proprio cliente il suo onorario che va di norma concordato preventivamente. Il compenso non è subordinato ai risultati.
Il counselor è libero di prestare gratuitamente la sua opera.

10. Libertà ed indipendenza del counselor

L' esercizio della professione di counselor filosofico è fondato sulla libertà ed indipendenza degli operatori quali loro diritti inalienabili. E' pertanto considerato diritto inalienabile astenersi qualora vengano richiesti interventi che contrastino con le proprie convinzioni etiche.

11. Rapporti con i colleghi

Nei rapporti con colleghi e con le istituzioni il counselor è tenuto a fornire informazioni sul proprio curriculum formativo e professionale e deve evitare di associarsi o collaborare volontariamente con persone non sufficientemente qualificate o incompetenti.

12. Presa in carico del cliente

La richiesta di consulenza da parte di un cliente già in carico presso altro professionista è consentita ma si è tenuti ad informare, previa autorizzazione del cliente, chi ha già in carico il cliente stesso. Qualora il counselor o curante primitivo declini di continuare l' assistenza egli può subentrargli dopo essersi accertato di tale rifiuto.