Morte, lutto e abbandono

Alcune considerazioni...

Raggio di luce - Centro Nisarga - Vicenza

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l'arco di un'intera vita accadono in continuazione dei piccoli o grandi eventi non molto dissimili al morire, dei piccoli o grandi distacchi: la fine di una relazione affettiva, la perdita del lavoro, il trapasso di un caro. Nella realtà dei fatti viviamo costantemente esposti alla possibilità di perdere parti, più o meno consistenti, di quel mondo che ci circonda e a cui costantemente ci riferiamo. Pertanto l’uomo immortale non è colui che non muore, ma colui che vive ogni istante senza paura dell’istante successivo, perché nel continuo accadere del presente scioglie le catene che lo vincola al passato e al futuro. L’uomo immortale non è colui che non fa più sogni, ma colui che progetta senza mai far divenire un progetto più importante della bellezza del poter progettare.